Poiché tutta la nostra perfezione consiste nell'essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo, la più perfetta di tutte le devozioni è senza dubbio quella che ci conforma, unisce e consacra in modo più perfetto a Gesù Cristo.
Ora, poiché fra tutte le creature Maria è la più conforme a Gesù Cristo, ne consegue che fra tutte le devozioni quella che consacra e conforma di più un' anima a Nostro Signore è la devozione alla Santissima Vergine, sua santa Madre, e che più un'anima sarà consacrata a Maria, più lo sarà a Gesù Cristo.
Bisogna ora stabilire brevemente la vera devozione a Maria che è: interiore, tenera, santa, costante, disinteressata.
La vera devozione alla Santa Vergine è innanzitutto interiore, parte cioè dallo spirito e dal cuore, viene dalla stima che si ha per la Santa Vergine.
La vera devozione alla Santa Vergine è tenera, cioè piena di fiducia nella Santissima Vergine, come quella di un bimbo nella sua buona madre.
La vera devozione alla Santa Vergine è santa, cioè conduce un'anima a evitare il peccato e a imitare le virtù della Santissima Vergine.
La vera devozione alla Santa Vergine è costante, conferma un'anima nel bene e la porta a non abbandonare con facilità le pratiche di devozione; la rende coraggiosa nell'opporsi al mondo con le sue mode e le sue massime, alla carne, con le sue sollecitazioni e le sue passioni; al demonio, con le sue tentazioni.
Infine, la vera devozione alla Santa Vergine è disinteressata, cioè ispira all'anima di non cercare se stessa, ma Dio solo nella sua santa Madre.
Brani tratti da: La vera devozione
di San Luigi Maria Grignion de Montfort
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martedì 2 marzo 2010
mercoledì 18 novembre 2009
BELLEZZA DELLA DEVOZIONE
Cara Filotea, la gente comune dice male della devozione e dipinge le persone devote immusonite, tristi, imbronciate, e insinua che la devozione rende malinconici e insopportabili. Ma lo Spirito Santo, per bocca di tutti i Santi, e nostro Signore, con la sua Parola, ci assicurano che la vita devota è dolce, facile e piacevole.
La gente vede che i devoti digiunano, pregano, sopportano le ingiurie, servono gli infermi, assistono i poveri, fanno veglie, controllano la collera, dominano le passioni, fanno a meno dei piaceri dei sensi e compiono altre azioni simili a queste, di per sé e per loro natura aspre e rigorose; ma non riesce a vedere la devozione interiore e cordiale che trasforma queste azioni in piacevoli, dolci e facili.
Lo zucchero rende dolci i frutti un pò acerbi ed elimina ciò che è nocivo in quelli troppo maturi; la devozione è il vero zucchero spirituale, che toglie amarezza alle mortificazioni ed elimina ciò che può esserci di dannoso nelle consolazioni: toglie la collera ai poveri e l'ansia ai ricchi; la desolazione a chi è oppresso e l'insolenza ai fortunati; la tristezza a chi è solo e la distrazione a chi è in compagnia.
Essa è come il fuoco in inverno e la rugiada in estate; sa affrontare e soffrire la povertà; trova ugualmente utile l'onore e il disprezzo; riceve il piacere e il dolore in maniera quasi sempre uguale, e ci colma di una meravigliosa soavità.
Cara Filotea, devi credermi: la devozione è la dolcezza delle dolcezze e la regina delle virtù, perché è la perfezione della carità. Se la carità è il latte, la devozione ne è la crema; se è una pianta, la devozione ne è il fiore; se è una pietra preziosa, la devozione ne è lo splendore; se è un unguento prezioso, ne è il profumo soave che conforta gli uomini e rallegra gli Angeli.
Tratto da: Filotea
di san Francesco di Sales
La gente vede che i devoti digiunano, pregano, sopportano le ingiurie, servono gli infermi, assistono i poveri, fanno veglie, controllano la collera, dominano le passioni, fanno a meno dei piaceri dei sensi e compiono altre azioni simili a queste, di per sé e per loro natura aspre e rigorose; ma non riesce a vedere la devozione interiore e cordiale che trasforma queste azioni in piacevoli, dolci e facili.
Lo zucchero rende dolci i frutti un pò acerbi ed elimina ciò che è nocivo in quelli troppo maturi; la devozione è il vero zucchero spirituale, che toglie amarezza alle mortificazioni ed elimina ciò che può esserci di dannoso nelle consolazioni: toglie la collera ai poveri e l'ansia ai ricchi; la desolazione a chi è oppresso e l'insolenza ai fortunati; la tristezza a chi è solo e la distrazione a chi è in compagnia.
Essa è come il fuoco in inverno e la rugiada in estate; sa affrontare e soffrire la povertà; trova ugualmente utile l'onore e il disprezzo; riceve il piacere e il dolore in maniera quasi sempre uguale, e ci colma di una meravigliosa soavità.
Cara Filotea, devi credermi: la devozione è la dolcezza delle dolcezze e la regina delle virtù, perché è la perfezione della carità. Se la carità è il latte, la devozione ne è la crema; se è una pianta, la devozione ne è il fiore; se è una pietra preziosa, la devozione ne è lo splendore; se è un unguento prezioso, ne è il profumo soave che conforta gli uomini e rallegra gli Angeli.
Tratto da: Filotea
di san Francesco di Sales
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