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mercoledì 19 ottobre 2011

LA CHIESA DI CRISTO - prima parte

 Cristiani Carissimi,

quando il divin Salvatore inviò i suoi apostoli e i suoi discepoli in tutto l'universo a predicare il Vangelo ad ogni creatura, Egli ha stabilito le condizioni della salvezza in questo modo: "Chi crederà e sarà battezzato", ha detto il Figlio del Dio vivente, "è salvo, ma chi non crederà sarà condannato." (Marco 16:16). Ecco, allora, Nostro Signore ha stabilito le due condizioni della salvezza: la fede e il Battesimo. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato - o è dannato. Delle due condizioni della salvezza: la fede e il Battesimo vi parlerò sulla condizione della fede.

Dobbiamo avere fede per essere salvati, e dobbiamo avere fede divina, non la fede dell'uomo. La fede umana non salverà l' uomo, ma solo la fede divina.
Che cos'è la Fede Divina?
 La Fede Divina è credere in tutte le verità che Dio ha rivelato. Bisogna credere senza dubitare, senza esitare, dal momento che iniziamo a dubitare o a esitare, iniziamo a diffidare dell' autorità di Dio, e, quindi, insultiamo Dio mettendo in dubbio la Sua Parola.
La Fede Divina è credere senza esitazione qualsiasi cosa Dio abbia rivelato per mezzo della sua Parola.

La fede umana, invece, è quando crediamo qualcosa per l'autorità degli uomini.
Questa è la fede dell'uomo.
Quindi, cari fratelli, non è indifferente quale religione professa un uomo, anche se egli è un uomo buono.

brani tratti da : catechesi di p. Arnold Damen

domenica 7 novembre 2010

EUROPA: Fede, cultura e laicità

È una tragedia che in Europa, soprattutto nel XIX secolo, si affermasse e diffondesse la convinzione che Dio è l’antagonista dell’uomo e il nemico della sua liberà. Con questo si voleva mettere in ombra la vera fede biblica in Dio, che mandò nel mondo suo Figlio Gesù Cristo perché nessuno muoia, ma tutti abbiano la vita eterna (cfr Gv 3,16).

Noi uomini non possiamo vivere nelle tenebre, senza vedere la luce del sole.
E, allora, com’è possibile che si neghi a Dio, sole delle intelligenze, forza delle volontà e calamita dei nostri cuori, il diritto di proporre questa luce che dissipa ogni tenebra? Perciò, è necessario che Dio torni a risuonare gioiosamente sotto i cieli dell’Europa; che questa parola santa non si pronunci mai invano; che non venga stravolta facendola servire a fini che non le sono propri. Occorre che venga proferita santamente. È necessario che la percepiamo così nella vita di ogni giorno, nel silenzio del lavoro, nell’amore fraterno e nelle difficoltà che gli anni portano con se.

L’Europa deve aprirsi a Dio, uscire all’incontro con Lui senza paura, lavorare con la sua grazia per quella dignità dell’uomo che avevano scoperto le migliori tradizioni: oltre a quella biblica, fondamentale a tale riguardo, quelle dell’epoca classica, medievale e moderna, dalle quali nacquero le grandi creazioni filosofiche e letterarie, culturali e sociali dell’Europa

L’Europa della scienza e delle tecnologie, l’Europa della civilizzazione e della cultura, deve essere allo stesso tempo l’Europa aperta alla trascendenza e alla fraternità con altri continenti, al Dio vivo e vero a partire dall’uomo vivo e vero. Questo è ciò che la Chiesa desidera apportare all’Europa: avere cura di Dio e avere cura dell’uomo, a partire dalla comprensione che di entrambi ci viene offerta in Gesù Cristo.

dall'omelia del Papa a Santiago de Compostela